martedì, 9 Agosto 2022

Anche l’idrogeno nella decarbonizzazione della raffineria Eni a Marghera

Promessa profonda trasformazione dell’impianto alla luce delle nuove necessità e tendenze davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera

21 Aprile, 2021

La Redazione

Nell’ audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera il Direttore Generale Energy Evolution Giuseppe Ricci ha sottolineato l’intenzione di Eni di mantenere in attività il sito esistente e di trasformarlo profondamente, alla luce delle nuove necessità ambientali. 

Ricordando che a Marghera con la conversione nel 2014 della raffineria tradizionale in bioraffineria c’è stata una trasformazione in grado di coniugare la sostenibilità ambientale con quelle economica e sociale, Ricci ha spiegato che il sito veneto è “un pilastro centrale nella strategia di trasformazione di Eni” in gruppo proiettato verso la decarbonizzazione al 2050, che punterà su tecnologie proprietarie.

 Dalla bioraffinazione prosegue il percorso di decarbonizzazione dei processi downstream: realizzazione di un impianto idrogeno a Venezia, l’avvio della produzione di biojet a Gela o la conversione di un’altra raffineria tradizionale. Il completamento del piano di riconversione si completerà in 4 anni. 

Il potenziamento della bioraffineria, che dal 2023 sarà palm oil free, porterà attraverso la produzione di idrogeno e altri interventi ad aumentare anche la flessibilità, ha spiegato Ricci. In particolare, per quanto riguarda la bioraffinazione è previsto “un aumento della capacità, il potenziamento della flessibilità delle lavorazioni e un altro impianto di alcol e idrogeno per la mobilità“, ha precisato. Marghera, inoltre, sarà un polo per il riciclo avanzato delle plastiche e il primo impianto waste fuel, di trasformazione dei rifiuti organici in acqua e olio (150mila tonnellate all’anno di umido prodotto da 1,5 milione di persone). Si tratta di “olio come biocarburante, che non consuma acqua ma la produce, ed è attrattivo nei territori con carenza acqua“, ha spiegato Ricci. 

Sulle bonifiche, ha spiegato infine il manager Eni, su “Marghera sono stati investiti 300 milioni e poi ulteriori 130 milioni in un processo lungo“, Eni rewind ha messo “tecnologie innovative, è un’eccellenza assoluta in questo campo. Impieghiamo oltre 80 dipendenti, più altri 40 di terzi, ed è una realtà che definirei industriale“.

Marghera fa parte della strategia di trasformazione di Eni, che avverrà con numerose iniziative, per un investimento di 470 milioni di euro“. Lo ha detto l’AD di Versalis, Adriano Alfani sempre in audizione dinanzi le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera sull’annunciata chiusura degli impianti del cracking e degli aromatici di Porto Marghera, nonché sulle conseguenze di carattere ambientale per il sito interessato e per lo sviluppo di processi di transizione ecologica. Il sito sarà anche il “primo polo di riciclo avanzato delle plastiche, hub logistico per la distribuzione di prodotti, centro per la manutenzione per i siti italiani” di Eni con “grande attenzione agli equilibri occupazionali, alle filiere e al processo di transizione energetica“, ha proseguito Alfani dicendo che “la trasformazione chimica è una opportunità per gestire l’intera occupazione diretta“. “Migliorerà la competitività e la sostenibilità – ha detto ancora Alfani – con un taglio di 600mila tonnellate all’ anno di CO2, una concreta opportunità per dare valore al sito e aumentare il valore di Eni”.

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