La Trans-Mediterranean Renewables Energy and Clean Tech Cooperation (T-MED) è la nuova iniziativa con cui l’Unione Europea intende accelerare l’utilizzo delle energie rinnovabili, dell’idrogeno verde e delle infrastrutture elettriche nelle regioni dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.
Il programma mobiliterà fino a 25 miliardi di euro entro il 2035, risorse che dovrebbero consentire l’installazione di 15 GW di nuova capacità rinnovabile e la creazione di oltre 100.000 posti di lavoro nei settori della transizione energetica. A supporto degli investimenti, la Commissione metterà inoltre a disposizione oltre 5 miliardi di euro in garanzie attraverso il Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile Plus (EFSD+).
T‑MED si basa su cinque azioni coordinate. La prima riguarda la mobilitazione degli investimenti: la Commissione, le istituzioni finanziarie europee ed internazionali e il settore privato lavoreranno insieme per ridurre i rischi e attirare capitali. La seconda riguarda la cooperazione regolatoria: l’iniziativa aiuterà i paesi partner a semplificare le autorizzazioni, le norme e ridurre le barriere che frenano l’avvio dei progetti. Un’altra area chiave sono le infrastrutture. T-MED sosterrà la modernizzazione delle reti elettriche, favorirà il commercio energetico transfrontaliero e promuoverà tecnologie intelligenti per integrare meglio le rinnovabili nei sistemi energetici.
Il primo incontro operativo della Piattaforma d’Investimento T‑MED si terrà entro ottobre 2026. Entro il 2027, invece, nasceranno le prime partnership industriali tra l’UE e i Paesi della regione MENA nel settore delle tecnologie pulite.
Dubravka Šuica, Commissario Europeo per il Mediterraneo, ha commentato: “La regione mediterranea dispone di un enorme potenziale rinnovabile ancora inutilizzato – pari a 2.300 GW, più del doppio dell’attuale capacità dell’UE – con costi di solare ed eolico inferiori del 30-40% rispetto all’Europa. Eppure molti Paesi mediterranei dipendono ancora fortemente dai combustibili fossili, rimanendo esposti a shock dei prezzi, tensioni geopolitiche e ritardi negli obiettivi climatici. La regione ha il potenziale per diventare uno dei principali hub mondiali per l’energia rinnovabile e le tecnologie pulite. In un momento di incertezza geopolitica, crescente domanda di energia e pressioni climatiche sempre più forti, liberare questo potenziale è nell’interesse comune dell’UE e dei suoi partner del Mediterraneo meridionale.”











