lunedì, 15 Agosto 2022

Marco Geneletti (Tenaris) – In Italia Tenaris focalizzata in Idrogeno verde, Nuovi modelli di sostenibilità, Decarbonizzazione, Cattura del Carbonio

Nel corso di una tavola rotonda organizzata dall’Università Bocconi di Milano, incentrata sui nuovi modelli per lo sviluppo della transizione enrgetica, Marco Geneletti, Energy Senior Director di Tenaris Italia, si è soffermato su come l’azienda sia da tempo impegnata in numerosi progetti per promuovere la decarbonizzazione dei propri processi industriali nel nostro paese, favorendo così l’innalzamento delle prestazioni ambientali degli impianti e accelerando il raggiungimento degli obiettivi europei di sostenibilità ambientale.

Qual è il ruolo dell’industria nel raggiungimento della neutralità del carbonio?

Il processo di decarbonizzazione è una priorità globale e richiede l’impegno sia degli stakeholder istituzionali che delle aziende. La transizione energetica e l’economia circolare sono due pilastri per orientare le strategie aziendali e le politiche di sviluppo regionale verso la neutralità del carbonio. Per questo è necessario coinvolgere attori istituzionali e investitori privati in tutti i settori, a partire dall’energia e dall’industria. Gli esperti Tenaris in Italia stanno studiando e sviluppando soluzioni produttive volte a ridurre l’impronta di carbonio degli impianti, nell’ambito dell’obiettivo aziendale di ridurre il CO2 emissioni del 30% entro il 2030 rispetto al 2018. Tenaris sta contenendo l’impatto dei consumi energetici sull’ambiente: da un lato, progetti di risparmio ed efficienza energetica, dall’altro iniziative che identificano soluzioni e tecnologie che consentano la riduzione delle emissioni. Tenaris sta seguendo entrambe le strade, che sono complementari, oltre all’approccio all’avanguardia all’economia circolare“.

Tenaris in Italia ha lanciato due progetti innovativi. Il primo è legato all’uso dell’idrogeno verde. Qual è lo stato di questo sviluppo?

Il progetto Dalmine Zero Emission prevede la sostituzione del gas naturale con idrogeno verde per alimentare tutti i forni Dalmine, a partire da quello dell’acciaieria. Questo progetto prevede una revisione completa dell’ingegneria e della distribuzione del gas all’interno dello stabilimento, a partire dai bruciatori, che dovranno essere pronti a passare dal 100% di gas naturale al 100% di idrogeno, per garantire la continuità della produzione nonostante le prestazioni degli elettrolizzatori in loco. L’idrogeno verde, una volta bruciato, non emette anidride carbonica, ma per essere prodotto richiede un’importante quantità di acqua e ulteriore energia rinnovabile, e questa è la vera sfida Il progetto è stato pre-notificato dalle autorità italiane, ritenuto meritevole di ricevere le necessarie autorizzazioni. Ora stiamo aspettando la risposta ufficiale della Commissione europea, sperando di consentire il sostegno finanziario dello Stato“.

Parlaci del secondo progetto che è legato alla cattura dell’anidride carbonica.

“Sì, stiamo lavorando a un secondo progetto sulla cattura e l’utilizzo del carbonio, la cattura e il trasporto di una parte del COcontenuto nei fumi della centrale termoelettrica di Dalmine, ad un off-taker esterno vicino allo stabilimento di Tenaris. Riutilizzerà l’anidride carbonica nella sua catena di approvvigionamento. Stiamo ancora comprendendo le cifre principali, ma ancora una volta, da un punto di vista finanziario, ci si aspetta che un partenariato Stato-privato renda gli investimenti sostenibili e quindi in grado di attuarli”.

Si tratta di progetti su larga scala, ci sono altre iniziative che Tenaris sta portando avanti nello stabilimento in Italia?

“Il team Ambiente sta lavorando a diverse iniziative a supporto dell’economia circolare, un sistema progettato per riutilizzare i materiali di scarto nei successivi cicli produttivi, con l’obiettivo di estenderne il ciclo di vita e ridurre gli sprechi che ne derivano. Il nostro processo di produzione dell’acciaio si basa su un forno elettrico ad arco alimentato con rottami di ferro provenienti da altre catene di approvvigionamento e con emissioni complessive molto inferiori rispetto alla produzione di acciaio di altri cicli. Inoltre, numerosi sottoprodotti, sia dell’acciaieria che di altri processi a valle, vengono riutilizzati da altre industrie come l’edilizia come materia prima, riducendo così in modo significativo scarti e rifiuti. Per il futuro, stiamo valutando anche l’utilizzo nel nostro processo di biometano, fonte di energia rinnovabile ottenuta dal processo di digestione anaerobica dei rifiuti agroalimentari (scarti organici di bestiame, porzione umida di rifiuti organici, ecc.), finora disponibile esclusivamente per il settore dei trasporti”.

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