giovedì, 1 Dicembre 2022

Alverà (Snam) – Gasdotto TAP, idrogeno e altre vie per non essere dipendenti dal gas russo

Una delle soluzioni proposte per cercare di allontanarsi al più presto dalla dipendenza del gas russo sarebbe quella di un possibile raddoppio della capacità del TAP, il Gasdotto Trans-Atlantico che trasporta in Europa il gas naturale estratto i Azerbaijan (questa idea è stata condivisa anche del Premier Mario Draghi nel corso di un suo intervento in Senato).

L’Attuale capacità del gasdotto, che attraversando la Grecia e l’Albania si collega alla nostra rete in Puglia, è di circa 10 miliardi di metri cubi all’anno ma si è già ipotizzato che, con l’installazione di due stazioni di compressione aggiuntive e ulteriori modifiche alle unità esistenti, si potrebbe arrivare in tempi brevi a 20 miliardi di metri cubi all’anno.

Sull’argomento è intervenuto recentemente anche Marco Alverà, CEO di Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo: «Il Tap, che porta in Italia il gas dell’Azerbaijan connettendo sei Paesi, un anno e mezzo fa non esisteva e invece già oggi il flusso vale un terzo di quello in arrivo dalla Russia. In tempi ragionevoli, che si potrebbero anche accelerare, si può passare da 10 a 20 miliardi di metri cubi l’anno, equivalenti ai due terzi del gas in arrivo da Mosca: è strategico. Noi non ci occupiamo della parte upstream, ma del tubo. Quest’anno da Tap arriveranno quasi 2 miliardi di metri cubi in più ma bisogna puntare al raddoppio. Sarebbero necessari 4-5 anni ma si può accelerare. Dal punto di vista dell’infrastruttura, in presenza di produzione e domanda, in meno di un anno si potrebbero effettuare i lavori necessari».

Secondo Alverà, il raddoppiamento della capacità del gasdotto non rappresenterebbe comunque l’unica via percorribile per far fronte alla crisi energetica e al costante aumento dei prezzi del carburante: «La soluzione deve essere europea. Spero che l’emergenza faciliti la convergenza e la solidarietà europea, ma si può fare molto anche tra gruppi di Paesi.  Ad esempio Germania e Norvegia hanno appena annunciato un possibile idrogenodotto per collegare i due paesi. Servono più infrastrutture e bisogna realizzarle in fretta. È impensabile che in Spagna ci sia una capacità enorme di rigassificazione e che non si riesca a spostarla verso il resto dell’Europa».

Guardando invece all’Italia e al rapporto con gli altri paesi del Mediterraneo, Alverà ha dichiarato che si sta ipotizzando la realizzazione di un «tubo virtuale fatto di “navette spola” tra Italia e Paesi del Mediterraneo, compresa la Spagna. Ma servirebbe con urgenza un collegamento fisico, il gasdotto dei Pirenei tra Spagna e Francia su cui insistiamo da sei anni. Se questo dovesse incontrare ostacoli si potrebbe immaginare un gasdotto sottomarino che colleghi la Spagna con l’Italia, consentendo poi all’Italia di disporre di nuovo gas e ed eventualmente esportarne una parte verso il Nord Europa. Ne abbiamo cominciato a parlare con alcuni partner. E in futuro la stessa infrastruttura trasporterà idrogeno dalla Spagna».

Oltreoceano, per il CEO di Snam sarebbe vantaggioso per il nostro paese un rafforzamento con gli Stati Uniti: «Sì, con una sorta di piano Marshall energetico. Nel giro di poco tempo si può creare un “collegamento virtuale” dagli Usa all’Europa tramite il gas liquefatto: hanno enormi quantità di gas a basso costo e sarebbe una soluzione strutturale. Un domani queste strutture porteranno anche il sole del Texas nelle fabbriche europee attraverso gas liquefatto decarbonizzato».

Un’altra “arma” fondamentale per contrastare l’emergenza rimane il focus sulle energie rinnovabili tra cui, soprattutto, l’idrogeno: «Il tema è produrre più solare in Europa e anche importarlo: poi cambierà tutto il mondo dell’energia. La Commissione Ue ha obiettivi ambiziosi, che spingono biometano e idrogeno. Io aggiungerei la possibilità di investire nel solare nei Paesi nordafricani per rendere disponibile gas aggiuntivo».

Da tempo, Snam e TAP hanno avviato una collaborazione per verificare la fattibilità del trasporto di idrogeno in miscela con il gas naturale nella rete distributiva, come ha ricordato il Managing Director di TAP, Luca Schieppati: «Questo primo step è stato completato e attualmente è in corso la preparazione per prove di laboratorio per testare i materiali e porre il nostro gasdotto ‘a prova di futuro‘».

Il percorso del Gasdotto Trans-Adriatico.

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