Il futuro dell’idrogeno in Europa – e la possibilità di utilizzarlo su larga scala – dipenderà non solo dalla competitività del prezzo, ma soprattutto dalla disponibilità di un’infrastruttura capillare, affidabile e completa. Servirà una rete che integri in modo omogeneo trasmissione, stoccaggio, stazioni di compressione e terminali di importazione, perché solo un sistema ben connesso potrà garantire continuità di approvvigionamento, stabilità dei flussi e sicurezza energetica.
Uno studio del Gas Infrastructure Europe (GIE) ha evidenziato come l’Europa non possa raggiungere un sistema energetico sicuro, competitivo e climaticamente neutro senza una pianificazione integrata tra reti elettriche, gas e idrogeno. Quest’ultimo emerge come l’elemento mancante per aumentare l’efficienza complessiva del sistema: permette di assorbire l’elettricità rinnovabile in eccesso, ridurre la congestione delle reti, fornire flessibilità e sostenere la decarbonizzazione dei settori industriali difficili da elettrificare. Una rete europea dell’idrogeno, con infrastrutture transfrontaliere e capacità di stoccaggio su larga scala, è pertanto considerata essenziale per mantenere la competitività industriale e prevenire il carbon leakage.
Per rispondere a questa sfida, i principali operatori infrastrutturali del gas dei paesi membri stanno lavorando da anni alla creazione di una rete transfrontaliera dedicata esclusivamente al trasporto di idrogeno. L’iniziativa – denominata European Hydrogen Backbone (EHB) – riunisce 33 TSO in 24 Stati membri, insieme a Regno Unito, Svizzera, Norvegia e Ucraina, con l’obiettivo di costruire un sistema integrato basato sia sulla riconversione di gasdotti esistenti sia sulla realizzazione di nuove infrastrutture dedicate.
Questa dorsale sarà uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi fissati da REPowerEU: 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto nell’UE e altre 10 milioni importate entro il 2030. La visione dell’EHB prevede nello specifico lo sviluppo di una rete di 58.000 km entro il 2040, di cui circa il 60% ottenuto tramite repurposing delle infrastrutture gas esistenti. Le mappe dell’iniziativa mostrano inoltre possibili evoluzioni future, inclusi interconnettori offshore e collegamenti verso regioni oggi esterne al perimetro operativo dei membri EHB.
La dorsale europea si articola in cinque grandi corridoi – A, B, C, D ed E – più la rete di trasmissione tedesca, che, insieme ai Paesi Bassi, rappresenta ad oggi il principale centro di consumo di idrogeno del continente. Questi corridoi collegano aree di produzione (le cosiddette Hydrogen Valleys), hub industriali, siti di stoccaggio e punti di importazione, creando un’infrastruttura continua che permetterà all’idrogeno di circolare come oggi circola il gas naturale, ma con un ruolo strategico ancora più rilevante per la decarbonizzazione e la competitività industriale europea.


Corridoio A – Nord Africa e Europa Meridionale
Lo scopo principale del Corridoio A sarà quello di trasportare in Europa Centrale e in Germania grandi quantità di idrogeno verde, prodotto a costi competitivi in Tunisia e Algeria, con l’Italia come punto di ingresso strategico. Le principali opportunità derivano dall’elevato potenziale di riutilizzo delle infrastrutture gas esistenti lungo l’asse Italia–Europa centrale e dalle interconnessioni già operative con il Nord Africa. Il corridoio sarà sviluppato entro il 2030 e comprenderà 11.000 km di gasdotti dedicati all’idrogeno, di cui circa il 60% ottenuti tramite riconversione di infrastrutture esistenti. Il collegamento tra Nord Africa e Italia avverrà attraverso la Tunisia grazie all’interconnettore rappresentato dal gasdotto Enrico Mattei – Transmed, che approda in Sicilia (525 km, capacità di 30 miliardi m³/anno). A ciò si aggiungono i due terminali GNL algerini di Arzew/Bethouia (20,8 Mt/anno) e Skikda (7,7 Mt/anno). Il potenziale di esportazione di idrogeno lungo il corridoio si concentra quindi sull’approvvigionamento da Tunisia e Algeria tramite il sistema Transmed.
I principali progetti infrastrutturali che compongono il Corridoio A includono: SoutH2 Corridor, Italian Hydrogen Backbone, H2 Readiness of the TAG Pipeline System, H2 Backbone WAG + Penta West, HyPipe Bavaria e il Central European Hydrogen Corridor.
SoutH2 Corridor (Snam, TAG, Gas Connect Austria and bayernets)

Inserito nella lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI) e dei Progetti di Interesse Reciproco (PMI), il corridoio rappresenta un asse fondamentale per collegare le aree di produzione di idrogeno rinnovabile del Nord Africa ai principali poli di consumo dell’Italia, dell’Austria e della Germania. Il progetto prevede la realizzazione di un’infrastruttura di circa 3.300 km, concepita come dorsale transnazionale ad alta capacità. Una delle sue caratteristiche distintive è l’ampio ricorso al riutilizzo delle infrastrutture gas esistenti, che supera il 70% del tracciato complessivo.
Italian Hydrogen Backbone (Snam)
La dorsale italiana dell’idrogeno prevede la realizzazione di circa 1.900 km di infrastruttura, composta per circa il 60% da gasdotti riconvertiti e supportata da diverse centinaia di MW di capacità di compressione. Secondo le stime di Snam, il sistema garantirà una capacità di importazione dal Nord Africa pari a 448 GWh al giorno. La rete italiana dell’idrogeno si articola in tre direttrici principali.
L’asse Sud‑Nord, lungo circa 1.520 km, collega il punto di ingresso di Mazara del Vallo al nodo di Minerbio, presso Bologna. In questo tratto è previsto anche un segmento di nuova costruzione tra Sulmona e Oricola, dove è in realizzazione una stazione di compressione dotata di turbina H₂‑ready fornita da Baker Hughes. La direttrice Est, estesa per circa 337 km, partirà da Minerbio per raggiungere Zimella e proseguire verso Malborghetto e Tarvisio, combinando il riutilizzo di gasdotti esistenti con nuove tratte dedicate all’idrogeno. A ovest, invece, la dorsale si svilupperà per circa 410 km da Poggio Renatico fino a Cortemaggiore, per poi raggiungere Ripalta, Mortara e infine il confine svizzero al Passo del Gries, facendo ricorso in larga parte alla riconversione dei metanodotti attuali. Il progetto prevede inoltre circa 530 Km di derivazioni che costituiranno il primo collegamento tra la dorsale idrogeno e i principali centri di consumo e/o di produzione.
Nel 2025 Snam ha ottenuto da CINEA un cofinanziamento di 24 milioni di euro per sviluppare gli studi di fattibilità e avviare le prime attività sul campo lungo l’intera dorsale dell’idrogeno e nelle stazioni di compressione.
Nel passaggio dal Piano Strategico 2025–2029 al nuovo Piano 2026–2030, l’azienda riduce in modo significativo il peso degli investimenti destinati all’idrogeno. Nel piano precedente, l’idrogeno era incluso nel capitolo “Energy Transition” da 1,5 miliardi di euro — che comprendeva anche biometano, efficienza energetica e CCS — con una quota H2 stimata tra 400 e 600 milioni. Nel nuovo piano, invece, Snam indica in modo esplicito solo 200 milioni di euro per l’avvio della dorsale, mentre le altre attività legate all’idrogeno vengono ricondotte a iniziative più ampie e non dotate di un budget dedicato.
H2 Readiness of the TAG Pipeline System (TAG)
Il progetto prevede il collegamento dell’infrastruttura italiana al confine italo‑austriaco di Arnoldstein e, da lì, al nodo di Baumgarten al confine austro‑slovacco. TAG convertirà uno dei tre gasdotti esistenti del proprio sistema per consentire il trasporto di idrogeno al 100%. Il nuovo tracciato si innesterà sull’H2‑WAG all’interno dell’Austria, garantendo l’alimentazione dell’Austria centrale e della Germania meridionale, e si collegherà inoltre alla rete dell’idrogeno di EUSTREAM. Il gasdotto TAG, lungo 380 km e progettato per operare in modalità bidirezionale, risponderà sia alla domanda locale austriaca sia alla necessità di creare un mercato integrato dell’idrogeno tra Italia, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca e l’intera Europa centrale e orientale.
H2 Backbone WAG + Penta West (Gas Connect Austria)
L’iniziativa mira a realizzare una rete bidirezionale per il trasporto di idrogeno tra Austria–Slovacchia e Austria–Germania, con una capacità fino a 150 GWh/giorno (circa 55 TWh/anno). Il corridoio consentirà l’ingresso di idrogeno proveniente dal Sud attraverso il sistema TAG, convogliato nel nodo strategico di Baumgarten. Questa configurazione apre alla possibilità di approvvigionarsi in futuro da un ventaglio diversificato di aree: Nord Africa, Ucraina, Germania, Romania e Croazia. Nel quadro del progetto, la West-Austria-Gasleitung (WAG) e il gasdotto Penta-West (PW) saranno potenziati mediante la costruzione di una linea parallela dedicata all’idrogeno. Sono previsti oltre 200 km di nuove condotte e il riutilizzo/adeguamento di circa 140 km di infrastrutture esistenti. Nel aprile 2024, la Commissione Europea ha inserito il progetto promosso da Gas Connect Austria nella lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI). A gennaio 2026 il Connecting Europe Facility (CEF) ha approvato il finanziamento che coprirà il Front-End Engineering Design del H2 Backbone WAG + Penta West.
Gas Connect Austria sta sviluppando anche un secondo progetto infrastrutturale transfrontaliero, questa volta con la Slovenia, per il trasporto di 33 GWh/giorno di idrogeno (circa 12 TWh/anno). L’iniziativa permetterà di convogliare idrogeno proveniente dal Sud – ad esempio dalla Croazia attraverso la Slovenia, oppure dall’Italia – verso l’Austria.
HyPipe Bavaria (bayernets)
Il progetto darà vita a un nuovo punto strategico di distribuzione dell’idrogeno tra Austria e Germania, rafforzando il ruolo della Baviera come snodo energetico europeo grazie alla sua posizione centrale e ai collegamenti con i principali Paesi dell’UE. Secondo il Gas Network Development Plan 2022–2032, la domanda bavarese di idrogeno supererà i 30 TWh entro il 2030. Un fabbisogno che renderà indispensabile garantire forniture affidabili e competitive, soprattutto per i poli industriali del Triangolo Chimico Bavarese e dell’area di Ingolstadt, impegnati nella trasformazione dei propri processi produttivi. I gasdotti Gendorf–Burghausen (GB24) e Burghausen–Lengthal (BL86) saranno convertiti al trasporto di idrogeno e riuniti sotto il nome HyPipe one. Entro la fine del 2026, sarà messo in servizio il primo tratto operativo di 15 km nel Triangolo Chimico Bavarese, seguito da ulteriori sviluppi infrastrutturali nell’area di Ingolstadt. Nel 2030 la rete raggiungerà 300 km complessivi, con il 95% delle condotte ricavate da infrastrutture esistenti riconvertite all’idrogeno.
Central European Hydrogen Corridor (NET4GAS)
Il progetto è stato inserito all’inizio del 2026 nella lista europea dei Progetti di Interesse Comune (PCI), confermandone il ruolo strategico nella futura rete dell’idrogeno. La posizione della Repubblica Ceca, nel cuore dell’Europa e lungo i principali assi energetici continentali, le conferisce infatti il potenziale per diventare un nodo naturale dei flussi di idrogeno provenienti dal Nord Europa. NET4GAS realizzerà una nuova infrastruttura bidirezionale tra Repubblica Ceca e Germania, pensata per convogliare l’idrogeno prodotto in Germania settentrionale, Scandinavia e nelle aree del Mare del Nord e del Baltico verso l’Europa centrale, garantendo al tempo stesso la possibilità di instradare volumi anche in direzione della Germania meridionale. Il tratto ceco – un gasdotto DN 1.400 lungo 403 km, dal confine con la Slovacchia a quello con la Germania – sarà in grado di trasportare 144 GWh/giorno di idrogeno puro a partire dalla fine del 2029.
Corridoio B – Europa Sud-Occidentale e Nord Africa
Il corridoio europeo sud‑occidentale convoglierà l’idrogeno verde prodotto in nord Africa verso i principali centri di domanda in Germania e nell’Europa centrale, attraversando le reti di Portogallo, Spagna, Francia e Germania. Il progetto H2med – sviluppato dagli operatori Enagás, NaTran (ex GRTgaz), OGE, REN Gasoductos e Teréga – rappresenta sicuramente l’asse portante di questo corridoio. L’Unione Europea lo ha rinnovato come Progetto di Interesse Comune (PCI) confermandone la maturità tecnica e strategica e accelerandone lo sviluppo grazie a procedure autorizzative semplificate e all’accesso ai finanziamenti europei.
H2med
Secondo la roadmap la costruzione inizierà tra il 2027 e il 2029 con entrata in servizio nel 2032, anno in cui sarà in grado di trasportare il 10% del consumo di idrogeno verde stimato in Europa. Con una lunghezza di 670 Km e una capacità di trasmissione di 2 MTPA, l’infrastruttura si compone di due interconnessioni; il CelZa in Portogallo e il BarMar in Spagna.
CelZa, l’interconnessione tra Celorico da Beira (Portogallo) e Zamora (Spagna), è il principale asse terrestre del corridoio: un’infrastruttura di 248 km (diametro 28″) dedicata al trasporto di idrogeno al 100%, con una capacità fino a 750 kton/anno. Collega i futuri hub produttivi portoghesi alla dorsale spagnola e, tramite BarMar, al resto d’Europa, diventando la via primaria per l’export di idrogeno verde portoghese verso i mercati europei.
BarMar, gasdotto offshore di circa 400 km (diametro 42″) tra Barcellona e Marsiglia, è il segmento marittimo che supera le barriere geografiche dei Pirenei e permette il primo collegamento diretto tra la rete iberica e quella francese. Progettato per trasportare fino a 2 milioni di tonnellate/anno di idrogeno rinnovabile, costituisce un’infrastruttura chiave per la decarbonizzazione industriale e per la sicurezza energetica dell’UE. Gli studi geotecnici e ingegneristici effettuati nell’estate 2024 e 2025 hanno confermato la fattibilità tecnica del progetto. Le indagini condotte non hanno individuato ostacoli fisici rilevanti lungo il tracciato del gasdotto e tutti i passaggi infrastrutturali individuati sono stati giudicati compatibili, compresa la conformazione del fondale marino.
Corridoio C – Mare del Nord
Il Corridoio del Mare del Nord mira ad accelerare la fornitura di idrogeno ai centri di domanda nella parte occidentale della Germania. Una delle principali fonti energetiche per la produzione di idrogeno in questo corridoio è costituita dal vasto potenziale eolico offshore della regione. La rete infrastrutturale dei Paesi Bassi svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del mercato europeo dell’idrogeno: il paese ospita alcuni dei maggiori centri di consumo industriale del continente e rappresenta uno snodo strategico per l’importazione, la trasformazione e la ridistribuzione dell’idrogeno verso Germania, Belgio e resto dell’Europa nord-occidentale. Progetti come l’Hydrogen Network Netherlands e le iniziative portuali di Rotterdam e Amsterdam stanno accelerando la creazione di un hub integrato capace di ricevere idrogeno da fonti offshore, da importazioni globali e dai corridoi continentali, rafforzando così la sicurezza energetica e la competitività dell’intera regione. Parallelamente, la rete danese-tedesca per l’idrogeno intende trasportare l’idrogeno tramite un gasdotto onshore di 561 km attraverso la Danimarca fino al nord della Germania. Ulteriore energia eolica offshore dal Mare del Nord viene convogliata verso la costa tedesca grazie a iniziative sull’idrogeno come HyOne e AquaDuctus, in cui l’idrogeno sarà prodotto in mare aperto e trasportato tramite condotte verso la terraferma.
Hydrogen Network Netherlands (Gasunie)
Il progetto, già giunto alla Decisione Finale di Investimento (FID), ha l’obiettivo di creare una rete nazionale e transfrontaliera per il trasporto di idrogeno i principali hub energetici dell’Europa nord‑occidentale. La dorsale olandese sarà costituita per il 70–80% da gasdotti esistenti riconvertiti, con l’aggiunta di nuove tratte nelle aree ancora prive di collegamenti. Una volta completata, la rete collegherà fonti di idrogeno onshore e offshore con i consumatori industriali nei Paesi Bassi, in Germania e in Belgio.
A febbraio 2026, a Rotterdam, Hynetwork (Gasunie) ha immesso le prime quantità di idrogeno verde nel tratto iniziale della futura rete olandese dell’idrogeno, caricando 32 tonnellate di idrogeno certificato RFNBO per riempire i primi 32 km del nuovo gasdotto. Per accelerare le operazioni, Gasunie e Plug Power hanno sviluppato un sistema ad alta capacità che consente lo scarico simultaneo dell’idrogeno da tre rimorchi MEGC (Multiple‑Element Gas Container), aumentando così l’efficienza del riempimento delle condotte.
Nel mese successivo, Hynetwork ha poi completato il collegamento tra l’impianto da 200 MW Shell Holland Hydrogen 1, situato nella Maasvlakte di Rotterdam, e il primo tratto della rete nazionale di trasporto dell’idrogeno. I lavori, affidati all’appaltatore Hanab, si sono svolti lungo un corridoio infrastrutturale parallelo all’autostrada A15, dove la nuova condotta corre a soli 40 centimetri dal gasdotto per la CO₂ del progetto Porthos, in un’area caratterizzata da un’elevata densità di tubazioni e cavi interrati. Nonostante la complessità del sottosuolo di Rotterdam, il team di progetto è riuscito a completare la posa della linea principale e a realizzare due ulteriori diramazioni, predisposte per future connessioni a nuovi punti di alimentazione o clienti.
Danish Hydrogen Backbone (Gasunie e Energinet)
Il progetto sviluppato prevede la realizzazione di una dorsale di 561 km tra Danimarca e Germania, progettata per convogliare dall’interconnessione di Ellund fino a 10 GW di idrogeno verso i consumatori tedeschi. Sul lato tedesco l’iniziativa combina la conversione di 114 km di infrastrutture esistenti per il gas naturale e la costruzione di 84 km di nuove condotte dedicate all’idrogeno. Il collegamento garantirà inoltre l’accesso allo stoccaggio sotterraneo di Harsefeld, associato al progetto SaltHy sviluppato da Storengy, rafforzando la flessibilità e la sicurezza del sistema energetico tedesco.
AquaDuctus (Gascade e Fluxys)

Approvato nell’ottobre 2024 dalla Federal Network Agency e riconosciuto come Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI), AquaDuctus prevede la realizzazione di un gasdotto offshore da 48 pollici che collegherà gli hub di idrogeno verde del Mare del Nord a Wilhelmshaven, in Germania. La prima fase, operativa entro il 2030, comprende circa 200 km di condotta offshore tra la costa tedesca e il parco eolico‑idrogeno SEN‑1, un impianto da 1 GW situato a nord‑ovest di Helgoland. A questo segmento marino si aggiungerà un gasdotto terrestre di 100 km, necessario per convogliare l’idrogeno verso i punti di interconnessione con la rete continentale e integrarlo nel sistema tedesco dell’idrogeno. Worley è stata scelta per fornire i servizi EPC dell’intero progetto. L’ambito operativo comprende ingegneria, permessi, ispezioni, revisione documentale, monitoraggio dei tempi e dei costi, oltre alla supervisione degli appaltatori coinvolti nelle attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione. Worley sarà affiancata dal partner StreamTec Solutions AG, che vanta una lunghissima esperienza nell’area del Mare del Nord.
Corridoio D – Regioni Baltiche
Le regioni nordiche e baltiche dispongono di vaste risorse rinnovabili a basso costo, che le rendono particolarmente adatte alla produzione di idrogeno verde e allo sviluppo di nuove industrie Power‑to‑X. La disponibilità di ampi spazi, acqua e infrastrutture energetiche consolidate crea condizioni favorevoli per progetti su larga scala e per l’esportazione verso i principali mercati europei. Per collegare questo potenziale ai centri di domanda dell’Europa centrale sono in sviluppo tre progetti strategici: Nordic Hydrogen Route – Bothnian Bay, che connette Finlandia e Svezia lungo il Golfo di Botnia, il Baltic Sea Hydrogen Collector e Interconnector Bornholm–Lubmin, che collega l’isola danese di Bornholm alla Germania, creando un corridoio diretto verso la rete tedesca.
Baltic Sea Hydrogen Collector (Nordion Energi, OX2, Gasgrid Finland and Copenhagen Infrastructure Partners)
Sarà una nuova infrastruttura offshore bidirezionale su larga scala, lunga 1.250 km nel Mar Baltico, sviluppata da Gasgrid Finland Oy e Nordion Energi AB, con il supporto dei co‑investitori OX2 e Copenhagen Infrastructure Partners (CIP). Il sistema avrà una capacità potenziale di 296 TWh/anno e collegherà la Finlandia continentale e la Svezia con l’isola di Åland e la Germania entro il 2030. Il tracciato offshore potrà inoltre integrarsi con altre “isole energetiche” della regione, come Gotland (Svezia) e Bornholm (Danimarca), creando una rete baltica interconnessa per il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno su scala europea.
Corridoio E – Europa Orientale e Sud-Est Europa
Il Corridoio E, che collega l’Europa orientale e sud‑orientale ai mercati dell’Europa centrale, è progettato per trasportare idrogeno dalla Grecia e dall’Ucraina attraverso Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovacchia e Austria. L’infrastruttura si basa su una serie di progetti già in sviluppo — tra cui il corridoio RO/HU, il corridoio HU/SK e il Central European Hydrogen Corridor (CEHC), insieme all’iniziativa H2EU+Store — tutti attualmente in fase di prefattibilità e con avvio previsto nel 2030. Una parte significativa di queste iniziative si collega direttamente ai grandi corridoi sud‑nord dell’idrogeno, come il SoutH2 Corridor, permettendo il trasporto di idrogeno dall’Europa orientale e sud‑orientale, ma anche dal Nord Africa tramite il Corridoio A.
Rete Centrale Tedesca
La Germania è coinvolta in tutti i corridoi dell’European Hydrogen Backbone e, per questo, assume un ruolo centrale nella configurazione della futura rete europea dell’idrogeno. Con il più alto fabbisogno di idrogeno dell’intera UE, il Paese dovrà fare affidamento su ingenti volumi di importazione per alimentare i propri distretti industriali e garantire la competitività del sistema produttivo nel lungo periodo. La rete nazionale tedesca si svilupperà per oltre 9.000 km di gasdotti, di cui circa il 60% ottenuto tramite riconversione di infrastrutture esistenti, con un investimento stimato intorno ai 20 miliardi di euro. La risposta del mercato conferma la rilevanza strategica di questa infrastruttura: la domanda di capacità nella rete centrale dell’idrogeno ha già superato le aspettative, con 32 aziende che hanno presentato richieste per circa 2,9 GW di capacità di ingresso e uscita. Si tratta di un valore pari a un terzo della capacità totale prevista per il 2027 (7,7 GW). La maggior parte delle richieste ha già ricevuto un’offerta di prenotazione da parte di OGE, uno dei principali TSO coinvolti nello sviluppo della rete, anche se non è ancora noto quante domande restino in fase di valutazione. Secondo gli aggiornamenti pubblicati a marzo, la capacità complessiva della rete tedesca — che collegherà i cluster di produzione e utilizzo dell’idrogeno su scala nazionale — è stimata in 4,5 GW nel 2026, per poi crescere rapidamente fino a 15,9 GW nel 2028 e 25,9 GW nel 2030, accompagnando così il ramp‑up dell’economia dell’idrogeno in Germania e in Europa.
Ultimi sviluppi della rete tedesca

Nel marzo 2025, nell’ambito del programma Flow – Making Hydrogen Happen, Gascade ha avviato l’immissione delle prime quantità di idrogeno nella propria rete, segnando una delle tappe più importanti nel processo di conversione dell’infrastruttura tedesca al trasporto di idrogeno. Il progetto prevede l’adattamento di circa 400 km di gasdotto con un diametro di 1,4 metri lungo l’asse nord‑sud che collega la regione del Mar Baltico alla Sassonia‑Anhalt.
A aprile 2025, Ontras ha completato la conversione di un ex gasdotto lungo 25 Km risalente agli anni ’80, per trasportare idrogeno verde dal Bad Lauchstädt Energy Park (EBL) fino alla Raffineria TotalEnergies Central Germany di Leuna. Secondo ONTRAS, avrà un ruolo strategico nel collegamento di diversi progetti della rete centrale dell’idrogeno, facilitando le connessioni verso la direttrice Magdeburgo-Salzgitter, il Triangolo chimico della Germania centrale e la regione di Lipsia-Halle (LHyVE). Permetterà inoltre al Bad Lauchstädt Energy Park di integrarsi nella futura dorsale europea dell’idrogeno, rafforzando così l’infrastruttura per la transizione energetica.
A novembre 2025, dopo circa tre anni di lavori, OGE ha completato la posa del nuovo gasdotto Etzel–Wardenburg (EWA), una tratta di circa 60 km che si integra con i 90 km del gasdotto Wardenburg–Drohne (WAD), formando un’infrastruttura strategica per il trasporto di gas naturale e, in prospettiva, di idrogeno. Entrambi i tracciati sono infatti già certificati Hydrogen Ready, a conferma della loro idoneità alla futura riconversione. Partendo dal sito di Etzel, il nuovo gasdotto EWA condivide gran parte del percorso con la storica dorsale NETRA (Norddeutsche Erdgas-Transversale) — in esercizio dal 1995 per convogliare gas dai Paesi Bassi e dalla Norvegia verso la Germania — fino alla stazione di compressione NETRA di Wardenburg.
A marzo 2026, ONTRAS ha firmato con Mannesmann Linepipe GmbH e Mannesmann Großrohr GmbH un contratto per la fornitura di circa 100 chilometri di tubazioni DN 800 e DN 600, predisposte per il trasporto di idrogeno. Si tratta del più grande appalto singolo nella storia di ONTRAS con un valore di acquisto nell’ordine di decine di milioni di euro. Le tubazioni, prodotte in Europa, saranno impiegate per costruire due nuovi tratti del gasdotto FGL 702, infrastruttura che collegherà la Germania centrale all’area siderurgica di Salzgitter e che entrerà in esercizio commerciale nel dicembre 2029. I due nuovi tratti si estenderanno per 67 km tra Salzgitter e Wefensleben e per 34 km tra Preußlitz (Bernburg) e Angersdorf, nel comune di Teutschenthal vicino a Halle. Per entrambe le tratte, l’avvio delle procedure autorizzative è previsto nel 2026, mentre i cantieri dovrebbero partire nel 2027 e nel 2028, secondo la pianificazione attuale.













