giovedì, 1 Dicembre 2022

Nuova e innovativa stazione di rifornimento per i veicoli elettrici – a idrogeno

Progettata dal gruppo francese di automazione Sirea, la stazione di ricarica usa un impianto solare per produrre corrente elettrica e l’idrogeno per immagazzinarla

29 marzo, 2021 

La Redazione 

lo scorso anno la società di automazione francese Sirea ha installato una stazione sperimentale di rifornimento a energia solare da 21 kW per i propri consumi presso il suo stabilimento di Castres, nel sud della Francia. L’impianto, parzialmente finanziato attraverso un programma dalla regione, viene utilizzato anche per la ricarica della flotta dei veicoli elettrici dell’azienda.

Il dispacciamento di energia è stato ottimizzato collegando 40 kW di batterie riciclate fornite dallo specialista francese Phenix. Questa tecnologia di accumulo consente all’azienda di affidarsi allo stoccaggio a breve termine per ricaricare rapidamente i propri veicoli elettrici, senza aumentare la quota di potenza prelevata dalla rete elettrica.

Questa configurazione del sistema è stata ora ulteriormente modificata da Sirea con l’aggiunta dello stoccaggio dell’idrogeno a lungo termine e inter-stagionale.  Lo specialista della gestione dell’energia ha integrato un elettrolizzatore da 430 W per convertire in idrogeno l’energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico.  Si possono accumulare così fino a 80 kWh di energia elettrica in idrogeno a 10 bar. Quindi, nei giorni di bassa produzione solare, la cella a combustibile del sistema ridurrà le scorte di idrogeno per fornire l’elettricità necessaria per l’edificio e i veicoli.

 “Oggi, la sfida per Sirea è dimostrare che oltre alla fattibilità tecnica, la compatibilità delle energie rinnovabili con modi più puliti di immagazzinamento è possibile sia con batterie di seconda vita che con l’idrogeno“, ha affermato Bruno Bouteille, CEOdell’azienda. “Esiste una certa complementarità tra queste diverse tecnologie

Per la gestione del sistema, Sirea utilizzerà un proprio sistema intelligente, denominato SmartEMS, già sperimentato su diversi impianti fotovoltaici per l’autoconsumo controllato, ma che sarà il primo per il collegamento di un sistema di accumulo di idrogeno.

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