martedì, 16 Agosto 2022

L’inviato USA per il clima John Kerry ieri a Roma per un incontro con il Ministro Cingolani

John Kerry: dobbiamo uscire dal precipizio del disastro climatico!

L’emergenza climatica torna sotto i riflettori, in un momento in cui da più parti continua a levarsi il grido di chi chiede interventi urgenti per arginare il surriscaldamento globale. 

Ieri mattina nella capitale è sbarcato a Roma John Kerry, l’inviato speciale per il clima del presidente degli Stati Uniti.  Ha incontrato il nostro ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. È stata l’occasione per fare il punto sulla lotta alla crisi climatica e per rilanciare un approccio a livello internazionale per evitare di giungere a un punto di non ritorno. Ammesso che tale punto non sia già stato superato, come sostengono alcuni scienziati che stanno monitorando lo scioglimento dei ghiacci nell’Antartide.

L’incontro con il ministro Cingolani è stato molto costruttivo – ha affermato John Kerry –, entrambi ci troviamo in pieno accordo sull’urgenza di muoversi rapidamente da qui fino agli incontri di Glasgow a novembre, portando i Paesi al tavolo delle trattative e a fare di più. Quella che stiamo affrontando è una crisi planetaria e bisogna fare presto

 “La lotta alla crisi climatica non è una scelta fra la prosperità e un’economia che funziona meno, ma è una opportunità, una enorme opportunità. Dobbiamo passare da tutti i vecchi modi di fare le cose a modi nuovi, più puliti e più sicuri, con posti di lavoro migliori. E facendo questo, possiamo tirarci fuori dal precipizio del disastro climatico“. È quanto ha sottolineato, John Kerry, dopo il colloquio con il ministro Roberto Cingolani.

Tenere vivo l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, vuol dire che ogni paese deve ridurre le emissioni in questo decennio. Non è abbastanza dire: emissioni zero nel 2050. Noi dobbiamo fare ora le cose che renderanno possibile arrivare a quello di cui abbiamo bisogno nel 2050“, ha aggiunto John Kerry.

Siamo tutti d’accordo che non c’è una cosa sola che possa risolvere la crisi climatica. serve un approccio multiplo, che riguardi settori differenti: carburanti, produzione di elettricità, e in particolare l’industria pesante, che è una componente complicata e molto importante“, ha concluso l’inviato speciale per il clima del presidente Biden.

Il Ministro Cingolani ha auspicato una strettissima collaborazione con gli Stati Uniti. “Abbiamo avuto l’onore di avere qui John Kerry, con il nuovo corso degli Usa per la difesa dell’Ambiente. Abbiamo parlato di scenari visionari, ma anche del presente e degli impegni che ci aspettano nei prossimi mesi, in relazione a G20 e Cop26. Abbiamo un’agenda molto fitta, e questo spero sia l’inizio di una collaborazione poderosa fra Italia, Europa e Stati Uniti“, ha commentato al termine dell’incontro. 

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