sabato, 26 Novembre 2022

Cingolani: “Bisogna decarbonizzare il paese nei prossimi nove anni del 55%”

Alla presentazione del rapporto del Gestore dei servizi energetici lo afferma il Ministro della Transizione ecologica.

L’Italia ha superato nel 2020 gli obiettivi fissati dall’Unione europea, con una copertura da fonti rinnovabili stimata al 20% dei consumi energetici complessivi. Il target per l’Italia era 17% al 2020. 

Specificatamente nel settore elettrico, il 37% dei consumi è stato soddisfatto da fonti rinnovabili, grazie anche a nuovi impianti installati recentemente per oltre 900 MW di potenza (dei quali circa 750 di fotovoltaico) e all’incremento della produzione fotovoltaica dovuta al maggior irraggiamento solare. 

A fine 2020 risultano in esercizio in Italia quasi un milione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, grandi e piccoli, per una potenza complessiva di oltre 56 GW. Di questi, quasi 936.000 sono fotovoltaici, circa 5.700 eolici, mentre i restanti sono alimentati dalle altre fonti (idraulica, geotermica, bioenergie). Il fotovoltaico sarà protagonista anche nel 2021 grazie all’avvio dei progetti relativi all’Autoconsumo collettivo e alle Comunità energetiche.

Secondo il Ministro Cingolani “dobbiamo installare 70 GW di rinnovabili nei prossimi 9 anni per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione del 55%. Considerando che sinora sono stati installati 0,8 GW all’anno, c’è un fattore 10 di efficienza che dobbiamo recuperare. Questo è un salto enorme, stiamo lavorando e poi dovremo partire con il repowering e le nuove aste ad una media di 8 GW sarà una maratona da correre con il ritmo dei 100 metri”.

Inoltre ha aggiunto che “il Ministero dell’Ambiente, come gli altri ministeri, finora aveva un budget limitato di 1,5 miliardi l’anno perlopiù di spese fisse, adesso con il PNRR si tratta di spendere circa 16 miliardi l’anno e non nella modalità spese fisse ma in modalità di grandi progetti internazionali: stiamo passando da una grossa PMI a una multinazionale quotata come gestione del flusso di cassa annuale”.  Secondo il Ministro, per i bandi legati al Recovery fund “dopo il 30 giugno si potrà iniziare a lavorare”.

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