giovedì, 1 Dicembre 2022

CCS offshore – previsione di collaborazione transatlantica

L’impulso europeo a ridurre e a contenere le emissioni ha portato alla formazione di una serie di partnership commerciali nel Regno Unito e nel mercato europeo. Nell’ultimo anno, queste partnership in grado di catturare la CO2 e produrre idrogeno blu hanno dato slancio al suo stoccaggio nei pozzi e nei bacini offshore.

La logica e lo slancio di queste proposte si stanno facendo strada anche nel mercato americano e si prevede che questa tendenza continui. È molto probabile che vedremo l’emergere di diversi partenariati USA-Regno Unito piu’ avanti. Geopoliticamente, il concetto di cattura e di stoccaggio dell’ anidride carbonica offshore (OCCS) ha ricevuto il sostegno delle Nazioni Unite, l’organismo organizzatore dell’Accordo di Parigi del 2015. Il concetto OCCS è particolarmente favorito poiché (a differenza dell’energia rinnovabile) si propone di rimuovere effettivamente il l’ anidride carbonica (CO2) dai siti industriali e di sequestrarla in serbatoi geologici.

Ad oggi, l’esempio principale di questo tipo di partnership tra Regno Unito e Stati Uniti è la JV Storegga Geotechnologies (Storegga) con Talos Energy. In giugno, le due società hanno annunciato che avrebbero portato avanti un progetto OCCS nel Golfo degli Stati Uniti. Talos Energy è uno dei principali produttori di petrolio nel Golfo degli Stati Uniti, mentre Storegga, con sede nel Regno Unito, sta guidando separatamente il progetto Acorn in Scozia. Quel progetto ha il sostegno di Shell (Paesi Bassi) e anche della  ExxonMobil (USA).

Quindi anche qui possiamo vedere i legami tra le entità aziendali statunitensi e britanniche nel mercato OCCS.

Oltre al progetto Acorn, ci sono altri progetti OCCS nel Regno Unito che vengono sviluppati in collaborazione. Questi progetti includono alcuni dei principali produttori di petrolio offshore in Europa, vale a dire BP, Eni, Equinor, Shell e TotalEnergies.

È interessante notare che tutte queste società hanno esperienza operativa e di produzione nel Golfo del Messico degli Stati Uniti, ma fino ad oggi non hanno sfruttato l’impulso dell’OCCS offshore in Europa. Tuttavia, data la logica di questi progetti nel Mare del Nord, sembra probabile che gli eventi si svolgeranno in modo simile nel Golfo del Messico americano. Entrambe le regioni sono aree mature per la produzione di petrolio con importanti attività offshore.

Quando si esamina il numero di produttori e developer che operano in entrambe le regioni, le prospettive di collaborazione sui progetti OCCS diventano piuttosto convincenti.

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