domenica, 27 Novembre 2022

Alto Adige, ‘hydrogen valley’ e regione modello per una mobilità sostenibile?

“Si può parlare di una Hydrogen Valley”, sottolinea Klauser, “quando in un’area delimitata – che sia grande o piccola – si realizza tutta la filiera dell’idrogeno, partendo dai fonti di energia rinnovabili, passando per la produzione di idrogeno per arrivare alle applicazioni in diversi settori. In questo modo si uniranno sostenibilità ambientale e economia circolare”. In particolare, in Alto Adige si è creata una di queste cosiddette “Valli dell’Idrogeno” ancora prima che esistesse questo termine.

In effetti, l’Istituto per Innovazioni Tecnologiche (IIT), diretto da  Thomas Klauser, gestisce il Centro Idrogeno di Bolzano dove dal 2014 si produce idrogeno “verde”, ovvero idrogeno al 100% senza emissioni nocive. A tale scopo si utilizza energia certificata “verde”, cioè da fonti rinnovabili, nel processo di elettrolisi. Questo processo di produzione svolge anche una funzione di smart grid: si produce idrogeno quando l’offerta di energia rinnovabile supera la domanda ovviando in questo modo al problema più grande legato alle rinnovabili, ovvero la loro non-programmabilità. L’idrogeno prodotto viene poi a sua volta impiegato nella mobilità sia privata che pubblica.

A Bolzano girano, infatti, dal 2013 degli autobus elettrici a idrogeno ai quali si sono aggiunte nel 2014 delle macchine con cella a combustibile; in entrambi i casi il successo di questi progetti – finanziati sia dall’Unione Europea che dalla Provincia Autonoma di Bolzano – è stato talmente grande che nel frattempo si sta procedendo con il rinnovamento e l’ampliamento delle rispettive flotte. Oltre alla mobilità sono state fatte delle sperimentazioni anche in altri settori, per es. aggiungendo una certa percentuale di idrogeno nei generatori a metano; ciò ha permesso di abbattere notevolmente le emissioni di NOx e di particolato rendendo questo sistema già in essere più sostenibile.

Puntare sulla produzione di idrogeno utilizzando risorse locali permette di creare dei circuiti economici locali in cui il valore aggiunto creato rimane in loco, aiutando a creare benessere e posti di lavoro altamente qualificati. Un altro fattore che ha sicuramente contribuito al successo di questo ecosistema era ed è il lavoro di comunicazione del Centro. “Si tratta di un centro dimostrativo”, spiega Klauser, “che cerca il contatto con la popolazione, la politica e l’economia locale. Nel corso degli anni abbiamo dato la possibilità di visitare la nostra struttura a più di 8000 persone che si sono informate su questa tecnologia e sulle sue potenzialità. Però non rimaniamo solo confinati entro le mura del nostro centro: partecipiamo anche a numerosissimi eventi su tutto il territorio per entrare in contatto con la gente.”

Questa storia di successo sicuramente non sarebbe stata possibile senza dei partner convinti: “Avevamo e abbiamo tutt’ora la fortuna”, si ricorda il Direttore, “di avere al nostro fianco dei partner importanti e convinti del nostro progetto, come la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Autostrada del Brennero e Alperia, player del settore energetico; ciò ci ha permesso di intraprendere questa avventura quando nessuno ci credeva ancora.”

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