sabato, 26 Novembre 2022

Ottimismo per lo sviluppo della ‘hydrogen economy’ dai top manager delle maggiori società energetiche italiane

L’idrogeno, come nuova frontiera dell’economia «green», e gli investimenti in energia pulita come fattori chiave della strategia europea legata al Recovery Fund sono stati discussi durante l’Online Talk organizzato da RCS Academy e Corriere della sera dal titolo: “Idrogeno e Green Economy: strategie, investimenti e tecnologie”

26 marzo, 2021

La Redazione 

L’evento digitale del 25 marzo è stato un dibattito tra i principali player ed esperti del settore energetico in Italia. Un mondo in rapida evoluzione che avrà sempre più un ruolo cruciale nella transizione ecologica verso una società a impatto ambientale ridotto..

Il cuore del dibattito e’ stata l’evoluzione del mercato dell’idrogeno. A raccontare la loro visione rispetto alla produzione, allo stoccaggio e alla distribuzione del primo elemento chimico della tavola periodica sono stati Francesco Starace, CEO e GM di Enel, Claudio Descalzi, CEO di Eni, Marco Alverà, CEO di Snam, Paolo Gallo, CEO e GM di Italgas e Renato Mazzoncini, CEO di A2A. Di tecnologie in grado di abilitare l’uso dell’idrogeno e di sostenibilità in senso lato ha parlato Giuseppe Zollino, docente dell’Università di Padova.

In seguito, sono stati toccati anche temi tecnici come gli elettrolizzatori e tutti i processi utili a favorire la decarbonizzazione degli impianti industriali, senza dimenticare il tema della mobilità sostenibile. A raccontare il loro punto di vista e condividere la loro esperienza di attori del settore energia sono stati Paolo Dellachà, AD di Industrie De Nora, Andrea Gibelli, presidente di FNM, Annalisa Stupenengo, AD di FPT Industrial e Michele Viale, direttore generale di Alstom Italia.

Secondo Francesco StaraceAD di Enel, è indispensabile ‘ridurre costi idrogeno verde, così sarà una realtà e realtà e non un sogno.  Serviranno, almeno dieci anni e “tra cinque anni” si capirà già se ce la faremo. “Dieci anni sono tanti, ma quello è il tempo dell’idrogeno verde: tutti stanno puntando lì e bisogna cercare di rendere l’idrogeno verde realtà e non sogno, ridurre i costi per farlo diventare accettabilmente economico“.

Nel frattempo, dice, “bisogna far crescere il parco di rinnovabili in tutto il mondo, elettrificare tutto ciò che è possibile con energia rinnovabile e prepararne ancora di più per quanto arriverà l’idrogeno verde. Solo così saremo in grado di far decollare il tutto, ovvero decarbonizzare tutti i settori energetici in cui è necessario l’idrogeno per dare una spallata alla nostra dipendenza da carbonio“. Al momento, l’ostacolo principale per l’idrogeno verde “è il costo della produzione eccessivo, che non lo rende attraente: l’energia necessaria per produrlo è tanta e ha un costo che è abbastanza raggiungibile, ma ci siamo quasi“. 

Secondo Starace, “se non ci sbrighiamo il tempo non aiuta, bisogna sostituire in dieci anni quello che abbiamo costruito in 40. E’ la sfida che abbiamo davanti, soddisfando anche la crescente fame di energia di enormi parte del Pianeta. Con l’idrogeno verde, se diventerà economicamente una realtà, riusciremo a decarbonizzare acciaio, cemento e altri settori che dipendono dal combustibile fossile“.

Claudio Descalzi, AD di Eni, afferma che “l’ idrogeno verde ha dei costi ma dobbiamo esserci per creare delle nuove strade, e per crearle bisogna supportare i costi e investire nella ricerca”. “Una parte della ricerca non diventerà mai realtà, è come nell’esplorazione. Ma le grosse società hanno questa responsabilità e sull’idrogeno la sentiamo”, aggiunge. “E’essenziale lavorare sul verde e sull’energia”.

Rispetto all’attuale perimetro tecnologico conosciuto, secondo gli studi delle imprese con cui stiamo collaborando, l’idrogeno per una azienda di trasporto, che guarda alla mobilità nel suo complesso, è utile e conveniente per i mezzi come treni, autobus, e navi. Per altri mezzi come le auto l’elettrico è più conveniente“, dice il presidente di Fnm, Andrea Gibelli.

 “Un intero territorio – aggiunge – che può guardare al consumo dell’idrogeno in modo significativo vuol dire costruire filiere non solo sulla mobilità pubblica ma anche sull’industria, sulla logistica per andare verso la neutralità climatica. Questo è un grande obiettivo che può essere raggiunto se la domanda dell’idrogeno è certo. Bisogna ridurre al minimo l’idrogeno blu per arrivare a quello verde“. 
   

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