sabato, 26 Novembre 2022

La Sicilia vuole ospitare il Centro Nazionale per l’idrogeno

Al via le manifestazioni d’interesse, in seguito alla pubblicazione dell’avviso per selezionare potenziali realizzatori del centro di alta tecnologia. La scadenza per le domande di adesione è il prossimo 23 aprile

6 aprile, 2021 

La Redazione

La Sicilia si candida per ospitare il Centro Nazionale per l’Idrogeno. La Giunta regionale infatti ha varato un “documento strategico con il quale viene delineato il percorso, nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, per rendere l’Isola un punto di riferimento internazionale delle ricerche sull’idrogeno”, , come spiegato in una nota dall’assessore uscente all’Energia Alberto Pierobon (sostituito un mese fa da Daniela Baglieri).


Il Centro nazionale per l’idrogeno, infatti, è una proposta inserita all’interno del Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede “che circa la metà degli investimenti saranno localizzati al Sud” La proposta della Giunta sarà integrata all’interno del Piano energetico regionale.


Nel dettaglio, la Sicilia intende impegnarsi per il “supporto alla realizzazione di impianti di elettrolisi alimentati da fonti rinnovabili per la produzione di H2”, per l’acquisto e lo sviluppo di veicoli elettrici a idrogeno Fcev e Fchev”, oltre che nella “promozione delle attività di ricerca e sviluppo nel settore della mobilità sostenibile basata sull’idrogeno attraverso la definizione di programmi mirati da svilupparsi con il coinvolgimento dei centri di competenza regionali”.

Il Dipartimento dell’Energia della Regione siciliana ha pubblicato un avviso pubblico di manifestazione d’interesse rivolto ai potenziali realizzatori.  Le candidature possono essere inviate via PEC entro il prossimo 23 aprile. 

La Sicilia, tra le aree maggiormente soleggiate d’Europa, potrebbe essere infatti uno dei luoghi ideali per la realizzazione degli impianti di produzione tramite energia solare. Una vera e propria “catena dell’energia rinnovabile”. L’obiettivo, ambizioso, è quello di creare in pochi anni una vera e propria hydrogen economy che caratterizzerà tutta l’economia dell’Isola.  L’assessorato per l’energia e per i servizi di pubblica utilità promuoverà un calendario di incontri finalizzato a raccogliere l’opinione, le proposte e la vision degli stakeholder siciliani in relazione alla hydrogen economy. A tal scopo sono state già contattate alcune tra le principali aziende e gli enti che si occupano di energia nell’Isola, ovvero Enea, Terna, Snam, Enel, Eni, Gse e Cnr.

Per partecipare alla manifestazione di interesse sarà necessario il coinvolgimento di Università, centri di ricerca, imprese, enti territoriali “e altri enti ed associazioni interessate alla materia in grado di promuovere investimenti in ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno quale vettore energetico”. Lo sviluppo della hydrogen economy non potrà quindi prescindere dal coinvolgimento del tessuto economico e sociale siciliano, “quale motore dell’economia isolana basata sulla conoscenza e che in essa confida per reali opportunità di sviluppo e benessere diffuso”. Un secondo requisito è quello dell’internazionalizzazione della catena del valore associata a ciascuna attività correlata alla hydrogen economy, che porterà la Sicilia a integrarsi con altri Hubs regionali, nazionali e internazionali. Il terzo aspetto, infine, riguarda l’entità delle risorse finanziarie pubbliche che saranno stanziate, la tempestività con cui esse potranno essere rese disponibili e l’effetto leva con le risorse private che produrrà per facilitare gli investimenti in ricerca, produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno.

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