sabato, 7 Marzo 2026

Snam: 200 milioni di euro per la dorsale italiana dell’idrogeno entro il 2030

Ammontano a 14 i miliardi di euro che Snam investirà tra il 2026 e il 2030 per rafforzare le infrastrutture gas del Paese, garantendo la competitività energetica italiana ed europea in un contesto internazionale in cui la sicurezza degli approvvigionamenti è più esposta che mai. Il piano comprende interventi mirati allo sviluppo della dorsale italiana dell’idrogeno ma anche al biometano, alla cattura e stoccaggio del carbonio oltre all’ampliamento e all’ammodernamento delle infrastrutture dedicate ai combustibili fossili.

“Investiamo 14 miliardi di euro entro il 2030 per creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato, sicuro e competitivo. Stiamo affrontando in modo pragmatico le sfide poste dall’attuale contesto globale, con una domanda di energia prevista in crescita nel medio-lungo termine e con il gas che continuerà a svolgere un ruolo centrale, come vettore di bilanciamento energetico fondamentale per preservare l’affidabilità e l’adeguatezza del sistema, come emerge dal nostro nuovo scenario basato sull’evoluzione tecnologica“, ha commentato Agostino Scornajenchi, CEO Snam.

Cosa prevede il Piano 2026-2030

Il Piano prevede 13,7 miliardi di euro di investimenti per sostenere la crescita industriale, al netto di circa 0,7 miliardi di contributi, articolati su:

  • Infrastrutture gas, su tutta la catena del valore mid-stream (trasporto, stoccaggio e rigassificazione);
  • Progetto CCS Ravenna;
  • Dorsale dell’idrogeno;
  • Market Solutions (biometano ed efficienza energetica).

Trasporto

Snam investirà 9,2 miliardi di euro in progetti per la rete di trasporto nazionale, tra cui il completamento della Linea Adriatica, lo sviluppo della rete in Sardegna, la sostituzione di circa 976 km di gasdotti, l’installazione di quattro stazioni di compressione dual‑fuel e i collegamenti degli impianti di biometano.

SoutH2 Corridor

Idrogeno

Per lo sviluppo di una dorsale end-to-end dell’idrogeno, Snam investirà circa 200 milioni di euro. L’infrastruttura italiana prevede 1.900 Km di gasdotti, di cui il 60% riconvertiti, e farà parte del corridoio che convoglierà verso Austria e Germania l’idrogeno verde prodotto nei Paesi nordafricani, come Tunisia e Algeria. Il progetto rientra nella più ampia iniziativa infrastrutturale SoutH2 Corridor, sviluppata da Snam insieme ai TSO di Austria e Germania e inserita dall’Unione Europea tra i progetti IPCEI.

Ravenna CCS

Circa 800 milioni di euro andranno allo sviluppo del progetto Ravenna CCS, che comprende il trasporto della CO2, interamente gestito da Snam, e l’infrastruttura di stoccaggio in collaborazione con Eni.

Con oltre 500 milioni di tonnellate di capacità totale di stoccaggio potenziale, l’iniziativa mira a ridurre le emissioni derivanti dai processi produttivi industriali che non possono fare affidamento su soluzioni alternative di decarbonizzazione. La Fase 1 ha fornito riscontri tecnici positivi, mentre le fasi successive sono progettate per aumentare la capacità in linea con gli sviluppi regolatori e di mercato.

Nei prossimi anni, la Fase 2 si intensificherà progressivamente, raggiungendo 4 Mton di CO2 all’anno, completando così lo sviluppo dell’infrastruttura e delle attività operative su scala industriale. Gli investimenti al netto dei contributi si suddividono in circa 400 milioni di euro per lo stoccaggio di CO2 e 400 milioni di euro per lo sviluppo della rete dedicata al trasporto della CO2. La decisione finale sull’investimento sarà presa entro il 2027.

Rigassificazione

Un miliardo di euro saranno destinati all’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia, per prolungare la vita operativa dell’impianto che consente la Virtual Pipeline con la Sardegna, e al consolidamento OLT.

Stoccaggio

Per l’upgrade dei siti di stoccaggio e l’installazione di due stazioni di compressione dual-fuel, Snam investirà 2,1 miliardi di euro (rispetto ai 2 miliardi del precedente Piano).

Market Solutions

Gli investimenti nelle Market Solutions ammontano a 0,4 miliardi di euro, con circa 140 milioni destinati al biometano — per ampliare la capacità e riconvertire gli impianti fino a circa 70 MW entro il 2027 — e circa 240 milioni dedicati all’efficienza energetica, così da incrementare il backlog complessivo di Renovit, controllata di Snam al 60%, portandolo da 1,4 a 2,4 miliardi di euro.

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