giovedì, 26 Febbraio 2026

Gasunie completa la prima sezione della rete a idrogeno olandese

La prospettiva di Rotterdam come principale hub europeo dell’idrogeno si fa sempre più concreta. Ad inizio gennaio, l’operatore Gasunie, attraverso la sua controllata Hynetwork, ha quasi portato a termine la costruzione della prima sezione della rete a idrogeno olandese, un gasdotto di 32 Km che collegherà il sito produttivo di Maasvlakte – un elettrolizzatore da 200 MW che Shell dovrebbe avviare entro la fine del 2026 – ai consumatori industriali presenti nell’area portuale di Rotterdam.

La nuova infrastruttura

La nuova pipeline si sviluppa parallelamente all’autostrada A15 in un ampio corridoio di gasdotti che comprende anche altre infrastrutture energetiche, tra cui il gasdotto per l’anidride carbonica del progetto CCS Porthos. La capacità di trasporto è di circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno molto al di sopra dell’attuale domanda di idrogeno prevista, ovvero 500.000 tonnellate annue. Una scelta deliberata che Mark Stoelinga, Responsabile dell’Energia e delle Infrastrutture presso l’Autorità Portuale di Rotterdam, giustifica così: “Vuoi costruire per crescere. Se adatti le infrastrutture alla domanda attuale, domani ti troverai ad affrontare nuove limitazioni”.

Leggi anche: AquaVentus e Hydrogen Scotland esplorano un corridoio dell’idrogeno tra l’offshore della Scozia e la Germania.

Nella fase iniziale, la rete si concentrerà nell’area portuale di Rotterdam, con la possibilità di collegare progressivamente le aziende tramite diramazioni man mano che saranno pronte a utilizzare o produrre idrogeno sostenibile. In una fase successiva, invece, i diversi cluster industriali dei Paesi Bassi saranno interconnessi: secondo il piano di sviluppo di Hynetwork, l’intera rete sarà completata non oltre il 2033. In prospettiva, l’infrastruttura sarà estesa anche ai poli industriali di Germania e Belgio, nell’ambito del Corridoio del Delta del Reno.

L’idrogeno verde che Shell produrrà a Maasvlakte passerà attraverso il gasdotto Hynetwork fino alla raffineria Pernis, di Shell. Invece di utilizzare idrogeno grigio – prodotto dal gas naturale – Shell utilizzerà idrogeno verde per raffinare parte del suo petrolio greggio, riducendo significativamente il livello di CO2 emessa.

Creare il mercato

La domanda di idrogeno a Rotterdam è particolarmente elevata. “Nell’area portuale operano circa 3.000 aziende, di cui una ventina sono grandi utilizzatrici di idrogeno”, spiega Stoelinga. “Queste 20 realtà – tra raffinerie, produttori di fertilizzanti e impianti chimici – consumano complessivamente circa 500.000 tonnellate di idrogeno all’anno”. Il gasdotto rappresenta quindi un tassello fondamentale per far si che il mercato europeo decolli. Il suo successo però dipenderà molto dalle regolamentazioni, dallo sviluppo del mercato e dalla cooperazione tra imprese e enti governativi.

Sviluppi futuri

Nell’area, altri importanti player industriali stanno portando avanti alcuni dei più grandi progetti europei per la produzione di idrogeno verde. Air Liquide sta realizzando un elettrolizzatore da 200 MW che incrementerà ulteriormente la capacità complessiva della Maasvlakte; il gruppo francese può inoltre contare su un proprio gasdotto già operativo, che comprende anche un collegamento con l’area industriale del porto di Anversa.

Il gasdotto Hynetwork sarà un elemento chiave anche per i piani di Uniper, impegnata nell’ampliamento della propria base clienti a Rotterdam. L’azienda energetica ha già definito il progetto per un grande elettrolizzatore da 500 MW dedicato alla produzione di idrogeno verde. “Nella fase iniziale partiremo con un elettrolizzatore da 200 MW: il progetto tecnico è già pronto”, spiega Martijn Overgaag, responsabile delle attività sull’idrogeno in Uniper. Nell’estate 2025, la società ha ottenuto una sovvenzione di 297 milioni di euro per finanziare questa prima fase.

Ultime notizie