venerdì, 20 Febbraio 2026

Osservatorio 2025: la filiera italiana dell’idrogeno è ormai matura e in crescita

L’osservatorio 2025 sull’idrogeno in Italia – realizzato da H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Intesa San Paolo – conferma il rapido consolidamento della filiera nazionale, oggi sempre più matura, competitiva e orientata alla crescita. L’indagine ha coinvolto 79 imprese attive lungo la filiera dell’idrogeno, individuate attraverso una mappatura basata su più fonti informative.

Secondo lo studio, il 58% delle imprese sta già generando ricavi dal settore, con una forte presenza manifatturiera e un’elevata apertura verso i mercati esteri: il fatturato da idrogeno generato con clienti internazionali rappresenta il 46% del totale, e sale al 60% tra le imprese manifatturiere. Alto anche il livello tecnologico con circa un quarto delle imprese attive nel settore da oltre dieci anni e, in media, su cinque segmenti della catena del valore.

Le prospettive economiche sono particolarmente positive: oltre il 90% delle imprese prevede un aumento del fatturato entro il 2026 e l’85% incrementerà gli investimenti, sostenuti anche da un maggiore ricorso ai fondi pubblici. La pipeline progettuale risulta solida, con il 70% dei progetti in fase avanzata e un quarto già in costruzione.

Il 70% delle aziende dispone di un reparto interno di ricerca e sviluppo e il 65% investe in formazione specialistica. Da segnalare anche la diffusa l’adozione di tecnologie digitali avanzate, tra cui cloud, IoT, AI e sistemi di integrazione dati.

L’autofinanziamento resta prevalente, anche se cresce il ricorso ai fondi pubblici: la quota media passa dal 22% al 37% tra le due edizioni dell’Osservatorio, andamento che rispecchia il maggior volume di risorse rese disponibili per il settore negli ultimi anni. Circa due terzi delle imprese ha partecipato almeno a un bando pubblico regionale, nazionale o europeo, con un tasso di aggiudicazione elevato.

Permangono, tuttavia, alcune criticità, in particolare la debolezza della domanda e la percezione di un quadro normativo non ancora pienamente definito. Le imprese ritengono che gli obiettivi del PNIEC al 2030 siano raggiungibili solo attraverso politiche più incisive e strumenti di sostegno alla domanda.

H2IT sottolinea come la filiera italiana non sia più emergente, ma già operativa e strutturata, con un ruolo strategico nella transizione energetica nazionale. Intesa Sanpaolo evidenzia inoltre la crescente solidità industriale del comparto e la sua forte vocazione all’innovazione.

Alberto Dossi, Presidente di H2IT

Secondo Alberto Dossi, Presidente di H2IT, “l’Italia sta costruendo un ecosistema solido, competitivo e capace di confrontarsi con i principali Paesi europei. L’Osservatorio 2025 conferma che non siamo più nella fase della sperimentazione. Siamo, finalmente, nella fase di creazione della domanda, ma occorre fare attenzione perché le sfide per la costruzione di un mercato dell’idrogeno sono ancora tante; viviamo una fase normativa decisiva per il futuro dell’idrogeno in Italia”.

“Crediamo sia indispensabile un equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale”, prosegue Dossi. “La direzione europea indicata dal Clean Industrial Deal va in questa direzione: consolidare filiere strategiche, rafforzare la sovranità tecnologica, creare valore in Europa. La visione che vogliamo promuovere, come H2IT e attraverso anche questo Osservatorio, è quella di un’Italia che guida la transizione con competenza e ambizione; che investe nella propria filiera tecnologica; che vede nella sostenibilità un fattore di crescita e non un vincolo”.

Per Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo: “La seconda edizione dell’Osservatorio, sviluppata in collaborazione con H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, evidenzia la presenza in Italia di una filiera dell’idrogeno più strutturata rispetto all’edizione del 2023. L’evoluzione del settore resta tuttavia ancora fortemente orientata alla creazione dell’offerta: lo sviluppo della domanda sarà il fattore chiave per la nascita di un vero e proprio mercato dell’idrogeno“.

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