Il colosso energetico norvegese Equinor ha ufficialmente archiviato lo sviluppo di H2M Eemshaven, dopo che la call of interest lanciata nel dicembre 2024 non ha prodotto accordi di acquisto sufficienti ad avviare il progetto. A pesare sulla decisione, ha spiegato un portavoce della società, sono stati soprattutto “l’incertezza politica e la mancanza dei finanziamenti necessari”, nonostante l’azienda avesse ottenuto lo scorso anno 162 milioni di euro dal Fondo per l’Innovazione dell’UE.
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L’iniziativa – sviluppata in collaborazione di Linde – prevedeva la realizzazione di un impianto di idrogeno blu da 1GW, che sarebbe dovuto entrare in servizio a partire dal 2029 nell’area industriale di Eemshaven con una capacità produttiva di 210.000 tonnellate annue. Il progetto avrebbe catturato il 95% della CO₂ generata, destinandola allo stoccaggio sotto il fondale marino al largo della Norvegia. H2M Eemshaven avrebbe inoltre integrato un’unità di reforming autotermico (ATR), definita dalla Commissione Europea nel proprio portale di finanziamento come una tecnologia “di scala innovativa e finora inesistente in Europa”.








