martedì, 3 Febbraio 2026

Eni e Q8 investono nella nuova bioraffineria di Priolo

L’iniziativa congiunta di Eni e Q8 Italia ha completato la fase di progettazione e ha già avviato le attività preliminari per l’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione. Sono inoltre in partenza le demolizioni necessarie alla realizzazione delle nuove infrastrutture, mentre l’iter autorizzativo è già stato formalmente avviato. La definizione degli accordi di dettaglio e dei lavori di costruzione è prevista entro la fine del 2028.

Grazie alle competenze tecnico-operative di Eni nell’applicazione della tecnologia Ecofining™, il sito consentirà di trasformare scarti, residui e oli vegetali in biocarburanti utilizzabili anche al 100% in purezza. La bioraffineria di Priolo avrà una capacità produttiva di 500 mila tonnellate l’anno e garantirà un’elevata flessibilità operativa, potendo orientare la produzione verso HVO‑diesel o SAF‑biojet in funzione dell’andamento e delle esigenze del mercato. Secondo Eni, i biocarburanti destinati ai trasporti stradali, marittimi e aerei contribuiranno a una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 65% rispetto al mix fossile di riferimento, in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea.

Il polo industriale di Priolo ospiterà anche un altro grande progetto in fase di definizione, promosso da Isab, Axpo ed Enego, che prevede la realizzazione di un impianto di idrogeno verde da 100 MW, con possibilità di espansione fino a 300 MW in una fase successiva. L’idrogeno prodotto sarà destinato alla Raffineria Isab di Priolo, contribuendo alla produzione di carburanti sostenibili e sostenendo il percorso di transizione energetica del sito. L’iniziativa, denominata Hynego, rappresenta un tassello strategico nella riconversione del distretto industriale e prevede un investimento iniziale di oltre 200 milioni di euro.

Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation di Eni: Il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo dimostra di essere solido e sostenibile e testimonia la validità della visione di lungo termine che prevede la riconversione delle attività della chimica di base in perdita strutturale in nuove attività competitive e che puntano verso una maggiore sostenibilità, concorrendo agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti”. 

Ultime notizie