giovedì, 26 Febbraio 2026

Anche la raffineria Eni di Sannazzaro diventerà bioraffineria

Dopo quella di Priolo, anche la raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) si prepara alla conversione di alcune sue unità produttive in bioraffineria. Il piano – che ha ottenuto ufficialmente la decisione finale d’investimento – prevede la conversione dell’impianto Hydrocracker (HDC2) mediante la tecnologia Ecofining™ e la costruzione di un impianto dedicato al pretrattamento di scarti e residui, che costituiranno la carica prevalente per la produzione di HVO. L’idrogeno necessario proverrà dagli impianti esistenti. Questi interventi non ridurranno la capacità di produzione di carburanti tradizionali a Sannazzaro, ma aggiungerà una nuova linea di prodotti rinnovabili. La nuova bioraffineria avrà una capacità di 550.000 tonnellate/anno e sarà progettata per garantire massima flessibilità produttiva tra HVO diesel e SAF‑biojet.

Enilive, la divisione Eni dedicata ai biocarburanti idrogenati, è attualmente il secondo produttore europeo di HVO e punta ad aumentare la capacità complessiva di bioraffinazione dalle attuali 1,65 milioni di tonnellate/anno a oltre 3 milioni nel 2028 e oltre 5 milioni nel 2030, con la possibilità di produrre fino a 2 milioni di tonnellate di SAF entro il 2030. Il completamento delle due bioraffinerie è previsto entro il 2028.

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