Le stazioni di rifornimento a idrogeno (HRS) sono uno degli elementi cruciali per rendere possibile la diffusione e l’impiego di veicoli a idrogeno su larga scala. Il loro sviluppo, tuttavia, dipende fortemente da due fattori critici: i costi di costruzione e messa in servizio, spesso elevati, e quelli operativi, in particolare il prezzo dell’idrogeno disponibile presso la stazione. Nonostante alcune battute d’arresto, il numero di stazioni nel mondo continua a crescere.
Obiettivi europei e politiche a supporto

Secondo quanto stabilito dal regolamento europeo AFIR – Alternative Fuels Infrastructure Regulation, gli Stati membri dovranno garantire entro il 2030 una rete di stazioni minima distribuite in modo uniforme e accessibile da tutti gli utenti finali, senza eccezioni. La direttiva prevede nello specifico: la realizzazione di una stazione di rifornimento a idrogeno (HRS) ogni 200 km lungo la rete centrale TEN‑T, l’installazione di almeno una HRS in ciascuno dei 337 nodi urbani individuati dal nuovo regolamento TEN‑T e una capacità minima di erogazione pari a 1 tonnellata di idrogeno al giorno per stazione, considerata come valore cumulativo. Nel corso del 2026 è prevista inoltre una revisione del regolamento AFIR che valuterà l’inclusione obbligatoria anche delle stazioni per idrogeno liquefatto.
A novembre, l’UE ha annunciato un investimento di 600 milioni di euro al fine di supportare 70 progetti mirati alla decarbonizzazione del trasporto stradale, marittimo e aereo mediante la realizzazione di infrastrutture per carburanti alternativi, tra cui stazioni di ricarica elettrica, stazioni di rifornimento di idrogeno, sistemi di fornitura di elettricità e impianti di stoccaggio di ammoniaca e metanolo, distribuiti in 24 Stati membri. Una quota di 51 milioni di euro è destinata al settore idrogeno per la realizzazione di 38 stazioni di rifornimento per auto, camion e autobus.
La situazione nel mondo
Secondo la IEA – International Energy Agency, alla fine del 2024 erano operative nel mondo circa 1.300 stazioni di rifornimento a idrogeno, con un aumento del 15% rispetto alla fine del 2023. L’incremento maggiore si è registrato in Cina, dove il numero di stazioni è cresciuto del 30%, superando quota 500.
Non sono mancati però passi indietro. In Austria, ad esempio, l’operatore OMV ha annunciato la chiusura di tutte le sue stazioni entro settembre 2025 a causa della scarsa diffusione del mercato e delle perdite operative. Anche negli Stati Uniti e in Giappone il numero di HRS disponibili ha mostrato oscillazioni tra il 2024-2025, poiché problemi legati alla fornitura di idrogeno e all’affidabilità delle stazioni hanno portato a chiusure temporanee e permanenti.
Negli Stati Uniti, il numero di stazioni operative è aumentato nel 2024, ma resta inferiore rispetto ai livelli registrati tra il 2017 e il 2022. In California, in particolare, il numero di HRS è diminuito su base annua, poiché Shell e altri operatori hanno chiuso definitivamente le proprie stazioni, rendendo sempre più improbabile il raggiungimento dell’obiettivo statale di installare 200 HRS entro la fine del 2025.
LE HRS in Europa – Numero e tipologia
In base ai dati dell’European Hydrogen Observatory (Clean Hydrogen Partnership), a maggio 2025 la rete di rifornimento europea contava 186 stazioni aperte al pubblico ed operative. La maggior parte di queste si trova in Germania che, con 72 stazioni in servizio, rappresenta da sola circa il 39% del totale europeo. Seguono la Francia, con 30 stazioni (16%), e i Paesi Bassi, con 23 stazioni (12%).
Dopo le stazioni analizziamo ora i dati relativi agli erogatori che, sempre secondo l’European Hydrogen Observatory, ammontano a 353 in Europa. La maggior parte, 184 unità, è costituita da dispenser per auto a 700 bar (52% del totale). Al secondo posto vi sono gli erogatori Heavy-duty a 350 bar, che costituiscono il 33% del totale, con 115 unità operative. Gli erogatori a 350 bar per autovetture ammontano invece a 54 unità rappresentando il 15% del totale.
La Germania guida la classifica europea con 119 erogatori, pari al 34% del totale. La maggior parte è costituita da dispenser per auto a 700 bar (73 unità), seguiti dagli heavy duty a 350 bar (43 unità) e dai dispenser a 350 bar per autovetture (3 unità). Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Polonia e Regno Unito contribuiscono rispettivamente con 70, 50, 25, 17, e 16 erogatori. I restanti Paesi – tra cui Italia, Svezia, Belgio, Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Lussemburgo, Bulgaria, Ungheria, Norvegia e Islanda – rappresentano complessivamente meno del 16% del totale, con 56 unità complessive.
Ad oggi, quindi, gli erogatori per auto a 700 bar sono la tipologia predominante nella maggior parte dei Paesi europei, con l’eccezione di Spagna, dove prevalgono quelli a 350 bar per auto, Polonia e Italia dove dominano quelli a 350 bar per trasporti pesanti.
In conclusione, nel 2025, quasi il 40% dell’infrastruttura HRS totale è dotato sia di erogatori da 700 bar per auto sia di erogatori da 350 bar per veicoli pesanti. La Germania spicca con il 50% delle sue stazioni (36 su 72) che offrono questa configurazione doppia, mentre in Francia oltre il 40% delle stazioni è equipaggiato con tutte le tipologie di erogatori.
La rete italiana
In Italia la presenza di stazioni operative è ancora molto limitata – una a Bolzano, presso lo svincolo A22 e una a Venezia Mestre – ma grazie al PNRR sono stati stanziati fondi per almeno 40 stazioni di rifornimento da costruire entro il 2026. Nel corso del 2025 sono stati compiuti i primi passi in avanti concreti nello sviluppo dell’infrastruttura nazionale. Oltre alla nuova stazione di Alperia Green Power a Brunico Est, spicca l’apertura della stazione di Carugate Est, realizzata dal Gruppo FNM lungo la Tangenziale Est di Milano, uno snodo strategico per la logistica nel Nord Italia.
Un altro passo rilevante è stata l’entrata in servizio della stazione di Ferrara, situata accanto al deposito Tper e progettata per alimentare la nuova flotta di autobus a idrogeno Solaris Urbino Hydrogen operativi (i primi tre modelli sui dieci acquistati) dal 15 settembre sulla linea urbana 7. La stazione è stata costruita da TPH2 — società partecipata da Tper e da HGeneration Srl del Gruppo Wolftank – con un investimento complessivo di oltre 4,5 milioni di euro, coperto in parte da fondi del PNRR (circa 1,5 milioni) e in parte dal PSNMS (circa 3 milioni). Sapio fornisce l’idrogeno alla stazione mediante carri bombolai. Una volta arrivato in loco, l’idrogeno è compresso da due compressori operanti in parallelo all’interno del gruppo di stoccaggio denominato Logistic Container. Quest’ultimo, basato su un brevetto Wolftank, impiega più banchi di contenimento indipendenti, una soluzione che consente di ottimizzare i tempi di rifornimento garantendo al contempo la massima efficienza energetica.
Da qui l’idrogeno compresso viene convogliato all’erogatore ad alta portata, attraverso il quale si effettua il rifornimento degli autobus. I serbatoi installati a bordo dei veicoli vengono riempiti fino a una pressione massima di esercizio di 350 bar. Un sistema di controllo integrato raccoglie e gestisce i parametri operativi delle singole unità in modo da automatizzare il funzionamento di tutto l’impianto. Nel corso della procedura di rifornimento, l’erogatore mantiene in tempo reale un continuo dialogo con i sistemi di bordo del veicolo ottenuto mediante un sistema di interfacciamento ad infrarossi. Questo sistema scambia e monitora le informazioni circa lo stato puntuale dei serbatoi del mezzo, con particolare riferimento ai valori di temperatura e pressione, nonché parametri identificativi di esercizio del veicolo. La stazione è già predisposta per eventuali upgrade che permetteranno in futuro l’installazione di un secondo erogatore e di un sistema di raffreddamento integrativo, per aumentare la capacità di rifornimento e ridurre i tempi di ricarica.
A settembre 2025 è iniziata a Porto Marghera la costruzione dell’impianto di elettrolisi che produrrà l’idrogeno verde destinato ad alimentare la flotta di 94 autobus a celle a combustibile dell’AVM – Azienda Veneziana della Mobilità. L’impianto sarà collegato tramite idrogenodotto alla stazione di rifornimento che Enilive, società di Eni per la mobilità sostenibile, costruirà in via dei Petroli a Porto Marghera con una capacità produttiva di circa 1700 kg/giorno. Il completamento del progetto è previsto entro l’estate 2026, con un investimento complessivo superiore ai 50 milioni di euro.













