Presso il Laboratorio di Castel Romano, RINA ha recentemente compiuto un passo in avanti decisivo nell’ambito del progetto Hydra. Il primo test integrale del processo siderurgico alimentato a idrogeno è stato completato con successo. Le prove di fusione, colata e raffreddamento, condotte in ambiente e condizioni pienamente controllate, hanno confermato la validità delle simulazioni svolte nei mesi precedenti e la capacità del sistema di operare alle temperature richieste con grande stabilità.
“Questo risultato rappresenta un passo importante per la decarbonizzazione della siderurgia, uno dei settori industriali più difficili da trasformare“, ha commentato Michele Budetta, CEO di RINA Consulting. “Attraverso Hydra, stiamo costruendo il know-how che aiuterà i futuri impianti industriali ad adottare cicli di produzione più puliti, riducendo le emissioni mantenendo al contempo le prestazioni operative“.
Hydra prevede la realizzazione di un impianto pilota completamente alimentato a idrogeno, capace di produrre fino a 7 tonnellate/ora di acciaio in diverse qualità, una torre DRI alta 30 metri, che impiegherà idrogeno come agente riducente, un forno elettrico ad arco (EAF) e un forno di riscaldo per chiudere il ciclo siderurgico. E’ prevista inoltre la realizzazione di un polo di formazione e competenze focalizzato sul trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno. Per questo progetto RINA ha investito 110 milioni di euro, con l’approvazione della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito dell’IPCEI Idrogeno.
Lo scorso luglio, Gruppo Sapio ha preso parte all’iniziativa. Oltre a fornire l’idrogeno a basse emissioni di carbonio, il gruppo metterà a disposizione una gamma completa di gas tecnici fondamentali per il processo, forte di oltre 100 anni di esperienza nella produzione e distribuzione di gas industriali, medicali e speciali.









