H2SITE Norway AS è la nuova filiale norvegese di H2SITE, azienda specializzata nella progettazione e produzione di sistemi per il cracking dell’ammoniaca destinati in particolare al settore offshore e marittimo. Con sede a Bergen la filiale lavorerà a stretto contatto con armatori, cantieri navali e partner tecnologici norvegesi per adattare le soluzioni H2SITE alle navi e alle condizioni operative reali. La Norvegia, del resto, sta già valutando l’impiego dell’ammoniaca a bordo nelle operazioni commerciali e offre quindi un contesto particolarmente adatto a questa tecnologia.
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La soluzione sviluppata da H2SITE a Bilbao è già stata validata ed è ora in fase di implementazione. La società produce ogni anno migliaia di membrane in lega di palladio, integrate nei propri reattori a membrana per riconvertire in modo altamente efficiente i vettori di idrogeno. Per l’ammoniaca, H2SITE ha sviluppato sistemi di cracking capaci di generare idrogeno ad alta purezza, pronto per essere utilizzato direttamente in celle a combustibile oppure miscelato nei motori.

Dal 2023 l’azienda ha costruito e gestito sistemi di cracking dell’ammoniaca per oltre 6.000 ore, includendo test prolungati in ambienti operativi rilevanti. Progetti marittimi come H2Ocean e APOLO hanno esplorato l’integrazione con celle a combustibile e motori. In parallelo, H2SITE sta realizzando sistemi su scala MW e ha raggiunto una capacità produttiva tale da sostenere i primi progetti commerciali.
Il passo successivo prevede l’avvio di progetti pilota e dimostrativi che permettano ai sistemi di integrarsi e operare in condizioni reali. “ La tecnologia è collaudata, la priorità ora è l’implementazione del prodotto e l’apprendimento operativo,” ha affermato Tomás Crespo, Maritime Business Development Manager presso H2SITE Norway . “Desideriamo collaborare con armatori e cantieri norvegesi che vogliono adottare una strategia misurata e lungimirante per la decarbonizzazione”.

Secondo H2SITE, molte tipologie di navi – Ro/Ro, le navi portarinfuse, le navi di rifornimento delle piattaforme e le petroliere – devono superare sfide tecniche nell’uso dell’ammoniaca come combustibile, legate soprattutto ai carichi ridotti. I motori a 4 tempi sono vicini alla commercializzazione, ma restano problemi come lo slip di ammoniaca e il bisogno di un combustibile pilota. Il cracking a bordo permette di sfruttare l’ammoniaca liquida e produrre idrogeno per migliorare la combustione o alimentare celle a combustibile. Soluzioni ibride e propulsione a celle a combustibile rappresentano percorsi concreti verso navi a zero emissioni. Le normative europee e internazionali stanno accelerando questa transizione, diventando via via più stringenti e influenzando già le scelte di investimento.









